AFRICA BAMBATA

Il paradiso dalla terra. La trascendenza si manifesta nell’introspezione di ciò che più caratterizza un paesaggio: il suo terreno. La luce, riempiendo lo spazio, eleva a indovinare il gesto di attaccamento più radicale a un luogo: il suo ancoraggio al suo suolo
Un’architettura per la pace che parla del paradiso attraverso una forma pura, versatile ed emblematica per ogni tipo di culto.
Il confine che separa la terra dal divino è un gesto di architettura e allo stesso tempo un paesaggio.
Il progetto enfatizza l’anima di una cultura e la materializza facendo vibrare materiali ancestrali.
Una rampa conduce dal paese in un luogo fuori dal tempo: chiaro, scuro, luminoso.
Un colonnato continuo per camminare e proteggersi dal sole e dalla pioggia.
Un filtro visivo medio che passa tra luce e ombra.
La terra che risale al villaggio, al cielo.
Una grotta come cripta per riti e celebrazioni.
Il progetto sceglie il terreno come materiale principale, uno scavo invece di utilizzare materiale da costruzione che ricrea.
Il legno locale è utilizzato per le strutture, tronchi di palma come pilastri e baobab per pavimenti e rivestimenti.
La struttura del frangisole è realizzata con stringhe realizzate con scarti di riciclo.
Lo scavo è anche funzionale alla raccolta dell’acqua, dal terreno argilloso sto ricavando un pozzo al servizio dell’intera comunità.
Il progetto si realizza senza maestranze specializzate, in tempi brevi e crea risorse per la collettività.